di danieleluttazzi

je suis Charlie

 

Assalto al giornale satirico Charlie Hebdo da parte di un commando terroristico che inneggia al Profeta. 12 morti. Mi chiedo cosa s’inventeranno per lanciare il prossimo libro di Houllebecq.

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Nel febbraio 2006 scrissi su Micromega alcune riflessioni a commento del caso “vignette danesi”.  Ripropongo qui le più urgenti, integrandole con quelle che pubblicai l’anno dopo in Lepidezze postribolari. Segue florilegio sulla religione. Libera satira in libero Stato!

Il caso delle vignette danesi, come oggi il vigliacco assassinio dei vignettisti di Charlie Hebdo da parte di terroristi che invocano il Profeta, ci obbliga a ricordare:

Che la libertà d’espressione satirica di un Paese corrisponde al suo gradiente di democrazia.

Che ogni religione, senza sense of humor, diventa fanatismo.

Che parte del mondo islamico non è in grado di accettare la satira come forma di discorso politico.

Che la satira reifica i suoi bersagli e per un musulmano è inaccettabile la reificazione del Profeta.

Che non sono le vignette a insultare Maometto, ma i terroristi che uccidono in suo nome.

Che le vignette anti-semite pubblicate quotidianamente in Egitto e in Arabia Saudita sfruttano stereotipi di gran lunga più offensivi di quelli utilizzati in Occidente.

Che i direttori dei giornali arabi, invocando anch’essi la “libertà d’espressione”, continuano a pubblicarle.

Che non per questo i vignettisti arabi devono temere per la loro vita.

Che il profeta Maometto, quando in vita veniva insultato e dileggiato, rispose sempre col perdono, mai con la vendetta.

Che il Corano minaccia di morte gli infedeli. (Forse è solo un problema di traduzione. “Uccideteli tutti ovunque li troviate” magari nell’originale era “Porgete l’altra guancia”.)

Che non pubblicare le vignette perché questo potrebbe scatenare la violenza degli integralisti significa subire la loro violenza.

Che la comunità islamica deve isolare gli imam radicali.

Che nel mondo islamico legge divina e codice penale coincidono.

Che le convinzioni religiose urtano contro il nostro essere individui razionali del 21° secolo.

Che l’uomo sta bene quando non ha bisogno di religioni che lo proteggano dal dubbio e dalla paura.

Che il messaggio delle religioni è: se metti in discussione l’amore infinito di Dio finisci dritto all’inferno.

Che, da un punto di vista antropologico, non puoi avere una religione senza un nemico.

Che la ragione sociale delle religioni è dare ai fedeli un senso di superiorità rispetto a un nemico immaginario.

Che l’Europa moderna, laica, del commercio e della democrazia, appare col Rinascimento, nel momento in cui il cristianesimo, scosso dalla Riforma, comincia a perdere il controllo sull’organizzione sociale.

Che la repubblica, la separazione dei poteri, il suffragio universale, la libertà di coscienza, l’eguaglianza dell’uomo e della donna non derivano dalla religione, che li ha anzi a lungo combattuti.

Che, grazie alla rivoluzione francese, le adultere occidentali non vengono lapidate (però finiscono su Novella 2000: questo, per alcuni, è progresso).

Desolanti i paradossi: gli xenofobi nostrani che adesso gridano alla libertà di satira sono gli stessi che contribuirono a cacciarmi dalla Rai; mentre chi parla di civiltà arretrate non si rende conto del fatto che, nel Villaggio Globale, sono gli integralisti a essere i più moderni: i media elettronici infatti rendono tutti più reazionari, e questo spiega tanto dei tempi attuali. Si pensi al dibattito sulle cellule staminali, un esempio perfetto di come il mondo si stia dividendo in religioso e non-religioso. C’è chi vorrebbe mettere da parte la ricerca scientifica e affidare il futuro al pensiero magico. Perché non la divinazione sulle interiora di pollo, allora?

Un quotidiano iraniano adesso bandisce un concorso per la miglior vignetta sull’olocausto. Una provocazione idiota. Comunque dubito che il vincitore potrà mai superare l’estro di Jules Feiffer. Nel 1960, Adolf Eichmann fu estradato da Israele. Per l’occasione, a New York, qualcuno si presentò a un party con una spilla che diceva:”I like Eich”. Ilarità generale. L’unico a non ridere fu l’umorista Jules Feiffer. -Dai, Jules, non lo trovi divertente?- -Solo fino ai primi cinque milioni.-

Come si vede, per un autore satirico, tutto può essere commentato in modo arguto. La satira esprime un’opinione. L’unica idea che anche in democrazia non può essere ammessa è quella violenta: è già stata giudicata dalla storia. (Cfr. Mentana a Elm Street).

Non c’è bisogno di trasferirsi nei Paesi Arabi per trovare resistenze alla satira sulla religione. Nel 2001, a Satyricon, il produttore mi chiese gentilmente di cassare lo sketch “Esche insolite”, in cui un pescatore faceva abboccare il pesce più grosso usando come esca un crocifisso; e il capostruttura mi chiese di togliere una battuta su Dio. Esposi il mio punto di vista al direttore, Carlo Freccero, cui spettava l’ultima parola. Feci presente che, per un autore satirico, la religione è uno dei tanti pregiudizi. La satira sulla religione non offende le persone, solo i loro pregiudizi. Togliere gag e battute sarebbe stato un atto di censura. Censura delle mie idee sulla religione. Freccero mi diede ragione: la gag e la battuta andarono in onda. Se ne deduce che è meglio per l’autore satirico se i direttori tv non sono integralisti, ma situazionisti.

Sempre nel 2001, ricevetti minacce di morte e fui costretto a girare per diversi mesi sotto scorta. Qui, in Italia.

La libertà di parola non serve a niente, se non è garantita anche la vostra libertà di poterla ascoltare, quella parola. La censura le cancella entrambe: due piccioni con una fava. ( Si tocca il pacco. )

Che la satira non offende le persone, ma solo i loro pregiudizi, vale per tutta l’arte. Prendete Piss Christ, un’opera d’arte di Andres Serrano che fece scandalo qualche anno fa. Era la foto di un crocefisso ammollo in un bicchiere di urina. Molti la giudicarono blasfema. Ma non considerano quello che quest’opera d’arte ha fatto per l’urologia.

La censura alla satira è insopportabile. E’ una mordacchia alle opinioni e alla fantasia. Qual è il limite dell’immaginazione ? Perché devono stabilirlo altri, per me e per voi? Io posso immaginarmi cose fantastiche. Cose davvero fantastiche. Come la Gelmini che si tromba un ippogrifo.

“La Gelmini che si tromba un ippogrifo.” Questa in tv me la censurerebbero. Per crudeltà agli animali.

C’è chi proibirebbe la satira sulla religione perché i sentimenti religiosi vanno rispettati. Ma può un autore satirico rispettare i sentimenti di chi crede all’esistenza di un essere invisibile nel cielo che punisce le azioni umane? Giove, intendo. Altri, di solito i tromboni, si appellano al buon gusto. Ma la satira non ha niente a che fare col buon gusto. Come ricorda Mel Brooks, la satira se non è eccessiva non fa ridere. Molti, infine, eviterebbero la satira religiosa per non fomentare l’odio. Ma l’irriverenza satirica non è odio: è solo irriverenza. Se uno dimentica questo, davvero non se ne esce.

Tutte le grandi figure religiose erano un po’ troppo piene di sè. Mosè diceva di parlare con Dio. Maometto diceva che Dio parlava attraverso di lui. Gesù diceva di essere il figlio di Dio. Budda? Era grasso, ma non indossava tute da ginnastica. Ecco un pensatore libero.

Le religioni sono pericolose. Non puoi correggere un’istituzione quando è una religione. Guardate come i musulmani lapidano le loro donne. Non potrebbero farla franca, se non fosse per motivi religiosi. L’odio viene da qualche meandro profondo, ma le religioni gli danno una cornice nobile. Ecco perché sono pericolose. Sono assurde.

 

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Caricatura di Maometto autorizzata dall’Islam

 

Ogni religione pensa che le altre siano una superstizione. La satira pensa che TUTTE siano una superstizione.

Dovrebbero insegnarti la religione quando hai 40 anni e sei ormai adulto e vaccinato, non da bambino, quando il tuo cervello è ancora soffice e permeabile alle favole.

Cenni storici

Nel vecchio testamento, il Dio di Isacco sconfigge i popoli che credono nei falsi dei. Il nuovo Dio unico è un Dio guerriero e vincitore: il Dio di popolazioni nomadi guerriere che invadevano col loro bestiame i territori coltivati da popolazioni agricole stanziali, i Cananei, di religione matriarcale. Divinità della religione matriarcale: il serpente, che per la religione vittoriosa diventerà il simbolo del diavolo.

Nella Genesi, è il serpente a convincere Eva a mangiare la mela proibita. Eva dà un morso alla mela e cade in un lungo sonno da cui Adamo la risveglia con un bacio.

No, questa è Biancaneve.

Ma il punto è che se da piccolo ti avessero detto che Biancaneve è una religione, ci avresti creduto! Non avevi metri di paragone. Biancaneve e i sette apostoli. Perché no?

Comunque, Adamo ed Eva mangiano la mela e Dio li caccia dal paradiso terrestre. Meno male che non ha scoperto cosa avevano fatto con le banane.

Nell’antica Roma, i cristiani erano perseguitati. E venivano dati in pasto ai leoni nel Colosseo. I leoni sbranavano i cristiani e li deglutivano. Dolori atroci quando i leoni poi dovevano cagare i crocefissi.

Nel 200, compaiono i ceti borghesi e la Chiesa inventa il purgatorio. Questo è puro Tolkien! Le attività mercantili restano un peccato, ma veniale. Le indulgenze puoi comprarle. E la religione diventa ufficialmente una merce.

La religione è una merce. S.Pietro è l’Emporio Armani di quella cattolica. Le varie parrocchie sono i negozi in franchising.

La Chiesa si fa forte dell’aldilà. Perché il papa ha un cappello bianco a doppia punta, quindi sa com’è l’aldilà.

Qual è la verità sull’aldilà? Direi di partire da un semplice assioma: che nessuno ne sa niente. Mi piacerebbe che il papa una domenica a mezzogiorno si affacciasse su S.Pietro e dicesse:-Sapete una cosa? Nessuno ne sa niente. Siete liberi!-

E invece no. La Spe salvi di Ratzinger descrive un mondo moderno senza speranza. Il quadro però è lacunoso: ad esempio, manca il sapere delle donne, come ricorda giustamente Luisa Muraro. Il papa, non a caso, ribadisce spesso che “la famiglia è il fondamento della società”. Vecchio adagio dei reazionari di sempre. Già negli anni 60, filosofi e psichiatri come Deleuze e Guattari, Laing, Reich hanno spiegato come la famiglia patriarcale serva a perpetuare la società proprietaria e autoritaria; ma per la Chiesa, il matrimonio è sacro: solo nel matrimonio, e solo per procreare, il tuo cazzo diventa il bastoncino di Cristo.

-Fate mai cose strane a letto?

-No. Siamo cattolici.

-Niente sesso anale?

-Oh, sì.

-Meno male.

-Ma senza vaselina. Perché Gesù lo farebbe senza vaselina.

-La sofferenza avvicina a Cristo…

Amen.

E tutto questo nel sabato sera di RaiUno!

Stupore: nella Spe salvi, il papa mette in dubbio l’esistenza dell’inferno. Qui Ratzi si rifà al grande teologo cattolico del secolo scorso, Hans Urs von Balthasar, secondo cui “l’inferno, se esiste, potrebbe essere vuoto”. Anche il papa adesso mette in dubbio l’esistenza dell’inferno: una grande novità, anche se poi il paradiso raccontato da Ratzinger sembra la stanza da letto di Cristiano Malgioglio.

Il papa scrive quindi che “la scienza non salva l’uomo”. Benissimo. Allora, d’ora in avanti, niente più antibiotici a Ratzi, ok?

Si basano sulla Bibbia, ma la Bibbia non è che un libro di favole scritte dagli uomini prima che gli uomini scoprissero cos’è un quark o un diplococco, e prima che imparassero a eccitarsi guardando al microscopio batteri minorenni.

No, questo sono io.

Ratzi vorrebbe limitare la ricerca scientifica. Ma sì, affidiamoci al pensiero magico! Perché non torniamo all’analisi delle interiora di pollo, allora, già che ci siamo? Chissà, magari Ratzi ha ragione! E se la cura del cancro fosse qualcosa che non può essere scoperto dalla ricerca medica? Ad esempio se la cura del cancro fosse “farsi uno shampoo con lo yogurt” ? Oppure “strofinarsi la fronte con un pesce “? Oppure “tagliarsi i peli del naso e metterli sotto il cuscino dentro una bustina di carta e dormirci su“? Basta sbizzarrirsi. Chi può dirlo? Magari una di queste è la cura per il cancro. Non potrebbe essere? Non potrebbe essere?

No: è pensiero magico. Quello della Chiesa è pensiero magico. Un mese fa, nell’udienza di mercoledì, il papa ha esortato gli esorcisti a continuare il buon lavoro. Parole di incoraggiamento anche ai cacciatori di vampiri.

La gente va tutelata dai ciarlatani! C’è una responsabilità diffusa. Per esempio i telegiornali in Italia danno sempre notizia delle gesta del Papa. Non è una notizia, ma in questo modo si fa credere allo spettatore che nella religione ci sia qualcosa di fondato.

Certo, il personaggio di Gesù è affascinante. Il martirio, la croce, i superpoteri. Molto ben costruito. Ottima sceneggiatura. Vediamo i 5 elementi della narrazione emotiva:

Qual è l’ostacolo di Gesù? Il diavolo. Antagonista perfetto! Esattamente il suo contrario: conflitto massimo. Chissà come va a finire ‘sta storia! E’ duemila anni che siamo sintonizzati per saperlo.

Quali le debolezze di Gesù? Si incazza nel tempio, frequenta ricchi e prostitute.

Cosa vuole a tutti i costi? Salvare il mondo. Il massimo.

Il suo passato? E’ nato in una mangiatoia. Ma viene dal Regno dei Cieli.

Cosa lo rende unico? E’ il figlio di Dio, fa miracoli, cammina sulle acque. Tutte cose cui rinuncia per salvare il mondo. E come se non bastasse, assomiglia a uno dei BeeGees!

Narrazione altamente emotiva, tanto che alla fine pensi:- Povero Gesù, inchiodato alla croce come una bambolina vudù.- 

Pensate se invece di crocifiggerlo gli avessero dato solo dieci anni di carcere. Gesù esce di galera, vive fino a 90 anni e diventa cinico e misantropo come tutti i vecchi:- Porgimi l’altra guancia, coglione!- Ecco un vangelo che vorrei leggere.

E per quelli di voi che non fossero ancora convinti ( a denti stretti, li indica ) c’è dell’altro. E se questo non vi convince, non resta che l’elettrochoc.

Di recente il Vaticano ha attaccato gli storici. Gli storici sono dei vecchietti che stanno tutto il giorno a studiare in biblioteca e non danno fastidio a nessuno. Perché allora questo attacco? Perché gli studi storici stanno rivelando notizie molto interessanti. E pericolose, se di dominio pubblico. Ad esempio, che millenni prima di Gesù gli antichi egizi veneravano Horus, il dio Sole, la cui biografia è identica a quella di Gesù: nascita il 25 dicembre; da una vergine ingravidata da uno spirito sacro; miracoli vari, crocifisso, sepolto per tre giorni, poi risorto.

Biografie simili in molti particolari (la madre Maria o Miriam, la nascita il 25 dicembre, i tre re, i miracoli, la morte a 33 anni, la resurrezione) riguardano Mitra (il mitraismo fu una religione molto diffusa a Roma) e Attis in Frigia (1200 a.C.), Krishna in India e Dioniso in Grecia (900 a.C.)

Come si spiegano tante coincidenze? I vangeli raccolgono la narrazione di episodi della vita di Gesù così come erano tramandati dalle prime comunità cristiane. Tale raccolta risale a 80 anni (vangelo di Matteo e di Luca) o 100 e più anni (gli altri due vangeli) dopo la morte di Gesù.  La narrazione della sua vita è ricalcata su narrazioni mitologiche preesistenti come quella di Horus o di altre divinità, le cui storie non erano che allegorie astrologiche del transito del Sole nel cielo.

Il Gesù dei Vangeli è un ebreo di Palestina che pregava secondo la tradizione giudaica. E predicava solo agli ebrei, non ai pagani, esortandoli a rivolgersi direttamente a Dio per il perdono dei propri peccati. Nè ha mai fondato una religione o tantomeno una chiesa. La frase “ Tu sei Pietro e su questa pietra fonderò la mia chiesa “ è un’aggiunta tardiva. Risale a quattro secoli dopo, quando l’imperatore romano estende la religione cattolica fino alle più lontane province manu militari. La chiesa è il prodotto di trasformazioni storiche. Legate agli opportunismi politici del momento. Esempio recente: un giorno Paolo VI chiese alla Commissione biblica se nelle Scritture c’erano ostacoli al sacerdozio delle donne. Le donne possono fare il sacerdote, rispose la commissione: non c’è nessun ostacolo. Ce lo mise Paolo VI.

Altra convenzione: il matrimonio dei preti. I sacerdoti cattolici di rito greco, come gli apostoli delle prime comunità cristiane, possono sposarsi.

Domanda: i prof di religione sono scelti dal vescovo perché insegnino queste cose, agli allievi? Dubito quin.

Io ero cattolico, finchè una notte Dio mi è apparso in sogno e mi ha rivelato che erano tutte stronzate.

Ok, non era un sogno: mi ha parlato da un roveto ardente.

Ok, non era un roveto ardente: era il boschetto di una ragazza che stavo leccando. Ma era divino. Mi ha convinto.

Ma questi sono appena i preliminari. E’ il momento della rivelazione iniziatica. Sto per dirvi quello che vi hanno tenuto nascosto in tutti questi anni. Allacciate le cinture.

Come stanno davvero le cose

La religione cattolica fu voluta dall’imperatore Costantino nel IV secolo d.C. per unificare ideologicamente il suo Impero. I filologhi alessandrini strutturarono la narrazione del culto cristiano sulla falsariga del diffusissimo culto di Iside, ibridandolo con elementi delle altre religioni conosciute: cristianesimo, ebraismo, mitraismo e culto del dio Sole.

Il culto di Iside

L’antico mito egizio narra di Iside, sorella madre e sposa di Osiride. Osiride viene ucciso dal fratello Seth (Tifone) e il suo corpo viene smembrato. Iside va in cerca delle parti del corpo di Osiride e le ritrova tutte (meno una: il fallo), le ricompone, vi soffia la vita e Osiride risorge.

Il mito è un’allegoria astrologica: Osiride è il Sole; muore/tramonta in mare, colorandolo di rosso/sangue; Iside è la Luna, che di notte segue il tragitto del marito per ritrovarlo e riportarlo in vita. Il mattino, infatti, il Sole risorge.

Gli egizi chiamavano il Sole Horus, il fanciullo divino, dal 22 dicembre (solstizio d’inverno) al 21 marzo (equinozio di primavera); Osiride dal 21 marzo al 21 giugno (solstizio d’estate); Ra dal 21 giugno al 21 settembre (equinozio d’autunno); e di nuovo Osiride dal 21 settembre al 22 dicembre.

La cerimonia del culto di Iside, la dea madre suprema e universale, regina benigna, misericordiosa e ausiliatrice, divinità dai mille nomi (Minerva, Venere, Afrodite, Diana, Atena, Maia, Kore, Temi, Artemide, Astarte, Proserpina, Cerere, Ecate), è raccontata dal libico Apuleio nell’XI libro dell’Asino d’oro. Nella cerimonia, i suoi sacerdoti “dedicano al mare ormai navigabile una nave vergine” e le offrono le primizie della navigazione.

Il corteo solenne è preceduto da gruppi di uomini travestiti (da soldato, da cacciatore, da donna, da gladiatore, da magistrato, da filosofo, da pescatore) e da animali mascherati (un’orsa vestita da matrona su una portantina, una scimmia con una veste gialla, un asino cui sono state incollate delle ali, chiamato Pegaso). Quando gli uomini travestiti avranno esaudito il loro voto, si toglieranno il travestimento per indossare la veste bianca dell’aspirante all’iniziazione. La maschera è il destino; il destino si compie alla morte; indossare la maschera è indossare la propria morte. Morte dell’io, nascita del Sé.

La cerimonia prosegue con altri cortei: donne inghirlandate lanciano fiori lungo la via, la folla reca fiaccole e lanterne, musicisti suonano zampogne e flauti, un coro di giovani intona inni.

Iside viene ricordata da Apuleio come “salvatrice”: secondo una simbologia di origine mesopotamica, presente in tutte le religioni, “salva dalle acque”, ovvero eleva dalle acque inferiori (il luogo delle metamorfosi, dove si susseguono la nascita e la morte fisiche) alle acque superiori (il luogo dell’eternità, del Sé finalmente conosciuto, non soggetto a mutamento).

Iside, la divinità che domina il mondo della metamorfosi, cammina sulle acque. Questa immagine ricorre in molte religioni: nel Vangelo, Cristo cammina sulle acque; e Visnù è il Narayana, “colui che cammina sulle acque.”

Con l’iniziazione, l’adepto simbolicamente muore per rinascere come persona nuova. Il corteo arriva alla spiaggia, dove il sacerdote vara una nave vergine, che la folla ha riempito di doni e oggetti votivi.

Questo corteo festoso e mascherato in onore di Iside, con un battello portato al mare sopra un carro (la festa del Navigium Isidis, diffusa verso il 150 d.C. in tutto l’impero romano), è giunto fino a noi trasformato in carnevale (carrus navalis), festa tipica di località marine e fluviali (Venezia, Viareggio, Colonia; e Rio, dove venne portata dai portoghesi).

Il Navigium celebra Iside in quanto Principio femminile di fertilità che domina i tre mondi (sotterraneo, terrestre, celeste). Ritroviamo questo simbolismo del numero tre nelle cellette mariane ai trivi, che derivano dagli antichi tabernacoli dedicati a Ecate trivia, regina dei tre mondi; e nelle cattedrali gotiche francesi del XIII secolo, tutte dedicate a Maria, con la Madonna nera (ipogea) nella cripta, la Madonna bianca (terrestre, delle messi, come cerere) sull’altare maggiore, e la Madonnina d’oro (celeste) sulla guglia.

Maria mutua l’epiteto “vergine” dalla nave vergine di Iside, a significare che il suo parto è un passaggio simbolico.

“Triviale” significa “volgare” perché presso i tabernacoli dei trivi si trovavano le prostitute, anticamente custodi di una dea legata ai cicli della fertilità.

Il culto di Iside contempla la trinità Iside/Osiride/Horus. Osiride e Horus sono il Principio maschile. Iside ne è il doppio simbolico, il Principio femminile. La trinità viene recuperata dalla religione patriarcale.

Le feste della morte e resurrezione di Osiride vanno dall’equinozio d’autunno (sue vestigia: la festa delle lanterne a Colonia e le fiere “di S.Martino” l’11 novembre, la rificolona a Firenze, la festa dei morti buddista, Ognissanti e Halloween) a quello di primavera (Navigium Isidis, Pasqua, capodanno babilonese) attraverso le feste del solstizio d’inverno (natale di Horus/Osiride, Natale cristiano).

Nell’antichità, l’anno nuovo cominciava il 25 marzo, in corrispondenza dell’equinozio di primavera, quando il giorno comincia a essere più lungo della notte. Nella seconda metà del 1700 venne anticipato al 1° gennaio.

La festa del Navigium Isidis seguiva il calendario lunare babilonese: coincideva con la luna piena che segue l’equinozio di primavera; corrisponde al capodanno babilonese; e alla nostra Pasqua (anche questa variabile di anno in anno come la festa del Navigium Isidis). Nella festa di capodanno, i babilonesi sacrificavano un agnello, come noi a Pasqua.

Il carnevale è la processione che unisce la morte del Sole alla sua resurrezione. E’ celebrazione del Principio femminile che dà vita.

L’anno di fondazione dell’Impero Romano ad opera di Ottaviano Augusto venne fatta coincidere, nel medioevo, con l’anno di nascita di Cristo.

Iside in trono con la mammella nuda che allatta un bambino viene trasformata nell’iconografia cattolica della Madonna col bambino. Iside che piange Osiride tenendolo in grembo ispirerà invece le varie Pietà. La Madonna è Iside. L’iconologia mariana la mostra spesso su una nave, come Iside. La nave a volte è a forma di falce lunare ( ad esempio, a Notre Dame de Paris). Nel 1865, prudentemente, dai capitelli della chiesa di S.Maria in Trastevere Pio IX fece rimuovere le figure di divinità egizie.

I quattro presunti evangelisti hanno per simbolo il toro (Luca), l’angelo (Matteo), il leone (Marco) e l’aquila (Giovanni): le quattro figure principali dello zodiaco babilonese.

Il serpente, per i romani, è il Tempo. Nelle pitture pompeiane, Iside poggia il piede nudo sul serpente in quanto regina delle forze ctonie. La Madonna viene raffigurata allo stesso modo.

Quando Alessandro Magno conquista l’Egitto, il culto di Iside si diffonde in tutto il mediterraneo, diventando la dea dai mille nomi che racchiude tutte le altre dee, come narra Apuleio. I romani coniano monete con l’effigie di Iside già nel 90 a.C. A Roma, dal politeismo si passa prima al culto di Iside, poi a quello del Sol Invictus, quindi al cristianesimo.

Il duumvirato di Antonio e Ottaviano progetta l’edificazione di un tempio di Iside nel 43 a.C. Nel periodo Augusteo il culto si estende; Tiberio lo osteggia, ma Caligola, Claudio, Nerone trasformano Iside e altre divinità egizie in divinità di Stato romane, e con Vespasiano il culto di Iside diventa la religione imperiale. Domiziano, Adriano, Marco Aurelio, Commodo e Caracalla legittimano il loro potere attraverso il culto di Iside: l’imperatore è una divinità incarnata, come i faraoni. Gli eccessi di Caracalla gettano una cattiva luce sui culti isiaci e in età tardo-imperiale il culto di Iside viene sussunto nella trasformazione del cristianesimo in cattolicesimo ad opera di Costantino. Il controllo dell’Impero avviene innanzitutto grazie allo strumento della nuova religione, che unisce isismo, cristianesimo e culto solare.

Eliogabalo, siriano, eletto imperatore nel 218 d.C., avea introdotto a Roma il culto del dio Sole, che era proprio delle culture patriarcali d’Arabia, Siria e Palestina. Simbolo del dio Sole: il pene. Iniziatica è la castrazione rituale: segna la liberazione dell’eletto dal ciclo vita-morte delle acque basse. (vestigia: il celibato dei preti.) Osiride è assimilato a Helios e la divinità femminile passa in secondo piano. Simbolo del Principio maschile: l’asino. (Cristo entra a Gerusalemme su un asino: simbolo dell’iniziazione che deve ancora cominciare.)

Nella grotta di Betlemme, bue e asinello sono Iside e Osiride. (Luna e Sole sovrastano il crocifisso di Raffaello, nonostante il terzo concilio di Costantinopoli avesse proibito tale simbologia per i suoi richiami ad altre religioni.)

Quando Teodosio, nel 391, fa distruggere il Serapeo di Alessandria, il cattolicesimo riceve una ufficializzazione definitiva. Il culto di Iside continua nella narrazione della vita di Cristo.

Le stazioni della passione di Cristo (percosso, coronato, crocefisso, sepolto) e la successiva resurrezione (celebrata come Pasqua, la festa che ha preso il posto del Navigium Isidis) ricalcano il percorso iniziatico del culto isiaco.

Il rito di consacrazione di un sacerdote di Osiride/Aion comincia quando il sole è nel segno dei pesci (febbraio-marzo) e, dopo i tre giorni della luna nuova, ricompare la falce lunare. La preparazione dura 40 giorni (il candidato non può mangiare carne né bere vino e deve astenersi dal sesso) e culmina la notte di luna piena prossima all’equinozio di primavera (il candidato assume il ruolo di Osiride e si eleva in modo rituale; gli appare un angelo del dio, ovvero un addetto del tempio, e il dio stesso, ovvero un alto sacerdote).

A questi riti preparatori segue la festa del Navigium Isidis raccontata da Apuleio.

Ritroviamo i 40 giorni di astinenza nei 40 giorni di Cristo nel deserto (periodo di quaresima).

L’angelo del rito isiaco anticipa l’angelo che nei vangeli annuncia, presso il sepolcro vuoto, l’avvenuta resurrezione di Cristo.

L’apparizione del dio nel rito isiaco è la stessa di Cristo che ritorna fra i discepoli increduli dopo la morte.

La Pasqua è il Navigium Isidis e come questo è una data variabile, legata alla prima luna piena successiva all’equinozio di primavera. La Chiesa, nonostante tutti i rimaneggiamenti, non è riuscita a eliminare questo indizio fondamentale.

Nel quarto secolo, la festa del Navigium Isidis venne spostata indietro di 40 giorni (ridefiniti come quaresima) perché non si sovrapponesse alla Pasqua, che ne aveva preso il posto; e fu edulcorata in carnevale.

La Pasqua è ciò che resta di una parte della festa isiaca (la resurrezione dell’iniziato), il carnevale è ciò che resta dell’altra parte della festa (la processione delle maschere). *

* In alcune città della Francia, durante il carnevale, e in Italia durante la festa di S.Martino, la processione conduce per le strade buoi la cui testa è ornata di “fiocchi” (cordoni di fili di lana legati ad anse, poi tagliate e pareggiate, con effetto velluto) o nastri multicolori. Il bue, ricorda Bachtin, è il re, il riproduttore, la fertilità (Iside); e nello stesso tempo la carne sacrificata, da sezionare (Osiride).

Lo schema narrativo della morte/resurrezione del ciclo solare (il succedersi di equinozi e solstizi) è alla base di tutte le religioni, e da queste tradotto in mitologie (Horus, Cristo). La passione di Cristo è la drammatizzazione del cerimoniale segreto di iniziazione dell’adepto al culto di Iside/Osiride.

Nella Grande Piramide di Giza la Camera del Re era il luogo della parte più riservata della cerimonia. Il candidato era simbolicamente crocefisso (legato) su una croce (l’intersezione di equinozi e solstizi) e posto in un sarcofago di pietra per tre giorni. (Anche Apuleio narra dei tre giorni.) Nei riti iniziatici, ad esempio quelli orfici, la crocifissione riferita al ritmo solare è ricorrente.

Vestigia del rituale sotterraneo: seppellire i morti (li si colloca nella tomba/grotta/sarcofago/mondo sotterraneo per farli risorgere, un simbolismo di molte religioni di ambito solare oltre a quella di Osiride, ad esempio quella di Mitra).

Nei primi secoli, i cristiani non rappresentano la crocifissione. Adorano Cristo/iniziato solare non sulla croce, ma nel sepolcro, da cui risorge.

Durante la meditazione nel sarcofago, che dura tre giorni e tre notti, l’iniziato sperimenta la discesa nei sette stati dell’interiorità (Ade, Orco, mondo inferiore, Amentet ecc.). Al termine, l’iniziato in trance veniva portato dai sacerdoti su un morbido giaciglio di fronte all’apertura orientale dell’edificio templare posto di fronte all’entrata segreta della Piramide. I primi raggi del sole svegliavano a nuova vita l’iniziato, che ha rivissuto la passione di Osiride. La croce è simbolo del ciclo vita/morte: il neofita si allontana dalla carnalità con la deposizione e la sepoltura simbolica, da cui, dopo aver attraversato le profondità del proprio essere, rinasce come uomo nuovo, come un Cristo. Non c’è più l’Io e la sua mutevolezza; c’è il Sé, il nocciolo centrale della personalità, e la sua stabilità interiore. Si diventa servitori del Principio vitale: la vita diventa dono di Sé. E’ questa la vita nuova.

L’aggettivo greco Chrestos, usato anche da Svetonio, significa ottimo, prescelto: indica l’iniziato al culto misterico.

La consacrazione, narra Apuleio, era preceduta da un banchetto rituale. Nella versione dei vangeli è l’ultima cena che precede la crocifissione e la resurrezione.

Se il cristianesimo cancella ideologicamente l’apporto del Principio femminile alla resurrezione, simboleggiato dalla nave di Iside e dalla forma della mandorla, l’iconologia conserverà però questa derivazione fino al rinascimento: in molte raffigurazioni, Cristo ascende al cielo racchiuso nella mandorla (a volte circondato, come nel bassorilievo della cattedrale di Nievre, dai quattro simboli dello zodiaco babilonese usati come simboli degli evangelisti).

L’aureola è analoga al Sole sulla testa nelle raffigurazioni dell’iniziando al culto di Osiride.

L’asino con cui Cristo entra a Gerusalemme è il corpo sessuato/vita di metamorfosi che l’adepto abbandonerà con l’iniziazione, rinascendo a una vita nuova.

Il rito di Osiride prevede il nutrimento sacramentale con pane e vino. L’ingestione dell’ostia alla comunione è identica all’ingestione del pane /corpo di Osiride durante la cena sacramentale. Il vino è simbolo della conoscenza esoterica. *

* Gli elementi del rituale di iniziazione misterica sono parodiati nella satira carnevalesca del Gargantua e Pantagruele di Rabelais, rito comico della morte e della rinascita:

le cene pantagrueliche

l’invito, nel prologo, ad assaporare “il senso nascosto” (immagine ricorrente in tutta l’opera)

il godimento smisurato di cibo, bevande e sesso

le maledizioni comiche, le bestemmie (“Sono i colori della retorica ciceroniana”, ironizza Ponocrate.)

il martirio del santo con delle mele cotte

lo smembramento dei corpi, le anatomizzazioni di ogni tipo

il martirio parodistico di Panurge, arrostito su un girarrosto

la resurrezione di Epistemone che avviene attraverso “un bel peto grosso

la finta morte e la resurrezione di Musorosso che, dopo le percosse, appena pagato “salta in piedi, allegro come un re o due” (il re bastonato richiama la percossa simbolica della testa dell’iniziando nei riti misterici, tradizione che ritroviamo nella fustigazione di Cristo e che prosegue nello schiaffo al cresimando)

la discesa all’inferno di Pantagruele (Bachtin osserva che il tema della discesa all’inferno è implicito in ogni capriola clownesca)

l’ambivalenza delle immagini grottesche, che fissa il momento della transizione.

Dalla religione mesopotamica, gli egizi hanno derivato il simbolo del pesce sacro. L’Oannes babilonese è il pesce/salvatore. Nella religione indù è detto Matsya, un termine sanscrito da cui deriva Messia. Nei vangeli, l’Oannes viene personificato in Iohannes, Giovanni Battista, che versa sul capo di Gesù (immerso nelle acque basse della non-consapevolezza) le acque alte dell’illuminazione. Il battesimo ha questo significato.

Gesù è l’incarnazione di Dio come il Faraone è l’incarnazione di Osiride: in entrambi i casi, la storia viene legata al mito.

Trasformati in realtà storica simboli e allegorie, l’Imperatore può lucrare dal Dio la sua autorità.

La politica crea la religione.

Ridere del dio Api significa trasformarlo, per sempre, in un bue.

***

CHARLIZE THERON:   E l’Oscar 2005 per il miglior film va a: Mel Gibson per “La passione di Cristo”!

MEL GIBSON:  Grazie a tutti.  La crocifissione del Figlio di Dio è stato il crimine più immondo mai commesso nella storia dell’umanità. Ma stasera posso dire: ne valeva la pena! (applausi, standing ovation). Scherzi a parte, vorrei ringraziare innanzitutto i miti, perché erediteranno la Terra; poi Dio, per il soggetto geniale: senza la morte di Cristo, al cristianesimo mancherebbe l’happy end; infine gli ebrei: i miei manager, Nat e Sid. Ma soprattutto, adesso che ho vinto un Oscar, ecco la lista degli stronzi che possono baciarmi il culo…-

Sul film sono circolate parecchie leggende. Non so se siano vere. So solo che, dopo 10 minuti dall’inizio, la mia Pepsi si è trasformata in vino.

Ammirazione per la scena finale, in cui Cristo viene impacchettato da Christo.

Il mio consiglio è di non uscire dalla sala prima dei titoli di coda se non volete perdervi il divertente montaggio delle scene sbagliate.

E comunque la sequenza in cui Uma Thurman decapita Gesù con una sciabolata vale da sola il prezzo del biglietto.

Dice: “Gesù è morto in croce per i nostri peccati.” Ma così ci fa sentire troppo in colpa! Non poteva solo lussarsi un’anca, per i nostri peccati?

L’altro giorno il Papa ha posto questa domanda a una commissione teologica internazionale: “Dove vanno le anime dei bambini morti senza battesimo?”  Come fai a dare a una risposta? E’ come chiedere:Dove vanno le anime dei Klingon dopo morti?” Da nessuna parte, dato che i Klingon sono un FRUTTO DELLA FANTASIA UMANA. Come Dio, che ricorderete senz’altro dall’ultima puntata di Star Trek.

“Dove vanno le anime dei bambini morti senza battesimo?”  “In una parrocchia senza preti pedofili.”

Pronto il sequel dell’Esorcista. Una giovane mamma chiama il diavolo per togliere il prete da suo figlio.

Nel vecchio testamento, il Dio di Isacco sconfigge i popoli che credono nei falsi dei. Il nuovo Dio unico viene accreditato in quanto Dio guerriero e vincitore: era il Dio di popolazioni nomadi guerriere che invadevano col loro bestiame i territori coltivati da popolazioni agricole stanziali di religione matriarcale. Nel 200, l’invenzione del purgatorio legittima l’ascesa dei ceti borghesi, intermedi fra quello dei signori e quello dei contadini. Le attività mercantili e finanziarie restano un peccato, ma veniale, redimibile in purgatorio. I vivi coi loro suffragi possono influenzare le sorti delle anime del purgatorio. Nel tempo, le funzioni mitiche svolte dalle religioni e dalle monarchie non spariscono: oggi vengono assolte dai mezzi di comunicazione di massa e dal potere simbolico dei segni-merce, nuovi mondi-di-sogno. La pubblicità come teologia della lavatrice. Provate adesso a immaginare qualcuno che pretenda di vendervi una lavatrice alla condizione che, se non la comprate, brucerete all’inferno. Lo mandereste a cagare. Ma no, lui pretende anche di essere rispettato, perché non è solo una lavatrice, è una religione!

Appunti per un film Lux sulla crocifissione. Ambientarla in una lavasecco a gettoni. Le lavasecco a gettoni sono il segno della fine del mondo e l’unica cosa che può smuovere qualcuno là dentro è una crocifissione. Sono tutti lì, questi repellenti ritardari, alle 23 o a mezzanotte, con le loro buste di plastica piene di vestiti da lavare, storpi, nani, troie. E mentre buttano la loro immondizia nelle lavatrici, i soldati romani entrano, innalzano la croce e ci inchiodano Cristo. E la gente non se ne accorge neanche. Danno un’occhiata, ma fanno finta di niente, non sono affari loro, non vogliono essere coinvolti. Qualcuno bisbiglia:-Non dovrebbero farli entrare qui, i punkabbestia.- E un romano infila la lancia nel costato di Cristo e ne escono fiotti di sangue che gli sporcano l’uniforme e una delle signore presenti dice:- Dia qua. La lavo coi miei colorati.-

Papa Woytila è stato il primo Papa pop. L’unico personaggio pop che s’avvicina al Papa è Batman. Anche il Papa ha la batmobile. ( jingle Batman ) “E’ il Papa!” Il Papa con Robin, il suo chierichetto. ( jingle ) Potrebbe essere una grande serie tv. Con tante polemiche.

Alla sua morte, ore e ore di commemorazioni tv, i momenti salienti del suo pontificato. Il Papa che fa un miracolo in Messico e trasforma l’acqua in acqua potabile. Il Papa che ordina 44 nuovi cardinali (spiacente, donne, magari la prossima eternità). Il suo video musicale  (l’ho visto, non è Janet Jackson). La Messa nelle Filippine davanti a più di 80mila persone, un evento mondiale che si concluse col Papa in gran forma che spaccava la sua chitarra elettrica contro gli amplificatori.

Soprattutto, la pretesa di sapere com’è l’aldilà: “Salve. Sono vestito di bianco e ho un cappello a due punte. Quindi so com’è l’aldilà.”

Navarro-Vals: “Il Papa non era vecchio.” Non era vecchio?! L’anno scorso era in visita al cimitero di Madrid e due becchini l’hanno inseguito coi badili!

Qualche commentatore s’è lamentato dello sfruttamento mediatico della sofferenza di Woytila. Ma sapete com’è, coi cattolici. Chi soffre di più ha una promozione.

Woytila comprese appieno quale fosse il suo compito: non era nell’amministrazione, era alle vendite.

Muore con Woytila il suo grande sogno, l’unificazione delle 5 grandi religioni: cristianesimo, ebraismo, Islam, Walt Disney e Sony.

Otto giorni di funerali! Quattro milioni di pellegrini! E’ incredibile quanta gente arriva, quando è gratis.

Eletto il nuovo papa. E’ il cardinal Ratzinger. Subito condannato di nuovo Galileo.

All’annuncio dell’elezione, migliaia di fedeli si sono riversati in piazza San Pietro. Nell’attesa, esposta di nuovo la salma di Karol Woytila.

Due ore fa, quando ho sentito la radio annunciare che il nuovo papa era Ratzinger, non ci potevo credere. Vix crediderim!

Dice:-Ratzinger è un conservatore.- Eh, magari!

Il nuovo papa ha detto:-La risposta alla modernità è Cristo.- Io ho 44 anni, nella mia vita ho imparato una cosa: se la risposta è Cristo, la domanda è sbagliata.

Pare abbia già pronta la sua prima enciclica, contro le sirene del relativismo e del modernismo. Si intitolerà: Te audire non possum, musa sapientum fixa est in aure. Che significa: Non riesco a sentirti, ho una banana nell’orecchio.

“Banana” in latino si dice “musa sapientum”. Lo sapevate? Ratzinger lo sa. Per questo lui è diventato papa e voi no.

L’elezione di un papa risponde all’eterna domanda:- Cosa succede a un uomo che in tutta la sua vita non ha mai soddisfatto sessualmente una donna?-

Papa a 78 anni! Oggi la sua giornata è cominciata molto bene. Si è svegliato.

Questa battuta rovinerà la mia amicizia con Ratzinger. Niente più orge sadomaso a casa sua.

Non sono religioso. Se Dio avesse voluto che credessimo in lui, sarebbe esistito.

NINFA: L’arcidiocesi di Boston non vuole pagare i danni alle 86 persone che hanno sporto denuncia per quei bambini che sono stati toccati dai preti pedofili. Il cardinal Law ha rifiutato perché sono talmente tanti i bambini molestati nel corso degli anni che l’arcidiocesi semplicemente non ha tutti quei soldi. Secondo i più, la Chiesa deve pagare.

TIMEO:   La Chiesa cattolica copre questi criminali come una qualunque multinazionale.

FEDONE: Non puoi trattare la Chiesa come fosse la McDonald’s, Timeo.

TIMEO: Hai ragione, Fedone, scusa. La McDonald’s non ha tutti quei soldi.

FEDONE: Se fai causa alla Chiesa, probabilmente togli i soldi di bocca alle sue opere assistenziali. Non venderanno neanche un quadro. Dovrebbero, ma non lo faranno.

MENONE: Cosa ti aspetti, Fedone, che vendano la cappella Sistina per pagare le multe? Non pagano neppure le tasse. E prendono l’8 per mille. Questa gente i soldi se li tiene ben stretti.

GORGIA: Stando alla loro pubblicità, quei soldi vanno alle opere assistenziali e ai missionari.

MENONE: I missionari vanno in posti dove si muore di fame e dicono:”Non devi accettare Cristo per forza, ma dopo questo sandwich ti parlerò di Cristo.” Il Signore va giù meglio, a stomaco pieno. “ I vostri Dei vi fanno morire di fame. Avete visto invece la nostra brochure?”

FEDONE: Io non ho mai fatto sesso con bambini. Non sono così religioso.

GORGIA: Avrei voluto fare il prete, ma odiavo i bambini.

TIMEO: Un prete spagnolo si è dimesso quando il suo amante ha diffuso un video porno che li riguardava. Sarò all’antica, ma credo che la sessualità dei preti fosse meglio alla radio, quando potevi lasciare qualcosa all’immagina-zione.

FEDONE: In California hanno cacciato una bambina da una scuola cattolica perchè sua madre fa la spogliarellista e questo mestiere non si confà alla religione cristiana.

MENONE: Inoltre pagava la retta con dollari accartocciati. E’ curioso come è stata scoperta. Qualcuno ha mandato via e-mail una foto della spogliarellista al vicario. Il parroco ha visto la foto e ha detto: ” No, grazie, mi interessano solo i bambini.

TIMEO: Bisogna stare attenti alle discriminazioni. E’ una china scivolosa e prima che uno se ne accorga, i ciechi non possono più pilotare aerei. E’ questo che vogliamo?

GORGIA: Il Papa ha detto che il sacramento della confessione va riproposto con forza. Tu confessi una tresca che hai avuto con la tua segretaria in ufficio e l’assoluzione te la dà uno che ha molestato i tuoi figli.

TIMEO: Il Papa si è scusato coi cattolici di tutto il mondo, nella speranza che i giovani sconvolti dagli abusi sessuali non passino per disperazione alla droga, al suicidio o peggio ancora all’ebraismo.

FEDONE: Vogliono tornare a com’era prima: al normale, sano rapporto fra parroco e parrocchiani in cui questi possono arricchire la propria vita spirituale ascoltando il vangelo e incontrando sacerdoti in una cabina buia per parlare della propria masturbazione.

GORGIA: Ogni volta che appare in pubblico, il Papa ha del vetro antiproiettile intorno a sè, il che dimostra che forse lui stesso non crede a tutto quello che dice.

MENONE: I vescovi americani si sono riuniti a Dallas per decidere come affrontare lo scandalo. Non credo che Dallas sia stata la scelta migliore. Un parroco locale ha suggerito che il problema potrebbe essere risolto facendo cavalcare ai preti pedofili un chierichetto meccanico.

FEDONE: L’abito di un cardinale: mozzetta rossa chiusa da dodici bottoncini. Sotto, rocchetto bianco in cotone con maniche a tre quarti ornato di pizzi e ricami. Sotto, fascia rossa di seta alla vita, con frangia, e sottana rossa di lana fine con bottoncini fino ai piedi. In testa, zucchetto rosso e berretta rossa a quattro angoli e tre spicchi o cappello a saturno nero ornato da cordone e fiocchi oppure mitria di seta bianca damascata. Se Gesù si imbattesse in un cardinale, scoppierebbe a ridere.

GORGIA: Alcuni archeologi hanno scoperto un’urna coi resti di Giacomo, il fratello di Gesù. Sapevate che Gesù aveva un fratello?

TIMEO: L’ho letto anni fa sulla Settimana enigmistica e non l’ho più dimenticato.

MENONE: Mentre Gesù salvava il mondo dal peccato, Giacomo faceva le differenziali.

GORGIA: Dev’essere stata dura, avere Gesù come fratello.

MENONE: Vinci una gara di nuoto, lui cammina sulle acque; sai fare un cocktail, lui trasforma l’acqua in vino; friggi patatine da McDonald’s, lui moltiplica i pani e i pesci; fai ripartire un’auto in panne, lui resuscita Lazzaro; ti viene l’herpes, lui muore crocifisso. Che palle!

FEDONE: Pensate se invece di crocifiggerlo gli avessero dato 10 anni. Esce e vive fino a 80 anni, diventa cinico e misantropo come tutti i vecchi. “Porgimi l’altra guancia, coglione!”

TIMEO: La politica dei vescovi americani in fondo è la stessa di Cosa Nostra: far calmare le acque. “Stiamo fermi per un po’.”

GORGIA: A questo punto entra un cardinale con un bambino sotto braccio. “Ehilà, ragazzi! Come va? “ E gli altri: “Cosa sei, stupido?”

MENONE: Ah, ah, ah! E’ uno scandalo enorme come la mia erezione.

GORGIA: Ma non credo che questo scandalo farà perdere clienti alla Chiesa. La Chiesa continuerà a vendere il suo prodotto come sempre, perché è un prodotto di cui non ha mai dovuto dimostrare la validità. Il suo prodotto è: “ La vita è molto più bella dopo che sei morto.” Prova a dimostrarlo.

MENONE: Nel frattempo, non masturbarti o diventi cieco.

TIMEO:   Dillo a Tiresia. Ah, ah, ah!

MENONE:   Ah, ah, ah!

FEDONE: Il portavoce vaticano ha dato la colpa degli abusi sessuali alla cultura contemporanea intrisa di libertinismo e pan-sessualismo. Come a dire, non è la Chiesa cattolica il problema.

TIMEO: Ho fatto sesso in auto, una volta. Poi è venuto il verde. Per fortuna avevo finito da un pezzo. Voglio dire, anch’io ho avuto 15 anni e facevo cose insensate.

GORGIA: Siamo superiori agli animali anche perché possiamo controllare i nostri ormoni. Non siamo schiavi della nostra sessualità.

TIMEO: Io sì.

GORGIA: Non ci annusiamo il sedere come i cani.

MENONE: Parla per te.

FEDONE: I preti dovrebbero potersi sposare. Ma gli uni con gli altri.

TIMEO: Stando ai Vangeli, molti apostoli avevano mogli. San Paolo esorta un sacerdote a essere “senza colpe, marito di una moglie, con figli obbedienti.” Solo nel quarto secolo, quando la Chiesa subì le influenze degli asceti d’Egitto e Siria, l’astinenza sessuale cominciò a essere considerata desiderabile per un sacerdote. Ciò nonostante, fino al Medio Evo i preti si sposavano. Nel dodicesimo secolo, Papa Innocenzo II emanò un editto che imponeva il celibato ai sacerdoti, in modo che fossero di nome e di fatto “templi di Dio” ed evitassero “il matrimonio e l’impurità”. La norma venne poi sempre confermata dai Concili, secondo molti storici, non tanto per motivi spirituali quanto per evitare che i figli dei preti ereditassero proprietà della Chiesa. In Oriente, ai preti cattolici è sempre stato permesso di sposarsi.

MENONE: I preti dovrebbero potersi sposare così scoprirebbero cos’è davvero l’inferno.

GORGIA: Hanno scoperto la pedofilia dei preti. Pensa quando scopriranno i preti che vanno a puttane.

MENONE: Per non parlare di quel missionario che in Africa ha messo incinta 26 suore perché le sue amanti avevano l’AIDS e non voleva più farsele.

TIMEO: Meno male che non ha usato metodi contraccettivi. Sarebbe finito nei guai con le gerarchie.

FEDONE: Tu hai dei problemi.

TIMEO: E’ ovvio. Sono qui.

MENONE: C’è stato uno scandalo sessuale che coinvolge Testimoni di Geova. Spero che questo non induca la gente a evitare i Testimoni di Geova.

GORGIA: A Bergamo hanno arrestato due suore anziane per pedofilia.

FEDONE: Parlate solo degli esempi negativi. Ci sono anche quelli positivi.

GORGIA:   Sono peggio di così?

FEDONE:   Il Papa ha detto che molestare i bambini è un crimine.

GORGIA: Che uomo.

FEDONE: I preti che molestano bambini vanno all’inferno?

MENONE: No, vanno solo in un’altra diocesi.

TIMEO: La diocesi di Boston ha annunciato il vangelo: dichiarerà bancarotta per proteggersi da future richieste di risarcimento.

MENONE: “Future richieste”. Sanno qualcosa che non sappiamo?