Intervista su Letterman (integrale)

di danieleluttazzi

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Il Fatto quotidiano mi ha posto alcune domande su Letterman et cetera. Queste le domande e le risposte integrali:

Formula Late Show – Quali sono gli elementi di originalità nella formula late show di Letterman che hanno reso così popolare lo show e il suo conduttore non solo negli Usa.

L’unica originalità possibile, in ogni forma artistica, è quella apportata dalla personalità dell’artista. Uno dei segreti del talk-show all’americana è che il pubblico si sintonizza non per gli ospiti, ma per il conduttore.

Comicità – Letterman parte da stand-up comedian anche se un certo tipo di comicità destabilizzatrice (Hicks, Carlin ecc…) non gli è mai appartenuta del tutto, anzi nel momento della conduzione del late show la forma comica che ha usato pare più conformista e meno irriverente di altri suoi colleghi (Leno, per esempio). Intanto, sei d’accordo con questa analisi, poi come definiresti la comicità di L. e quanto ha contato nella costruzione del suo Late Show ?  

La comicità del Late Show di Letterman era più irriverente di quella del Tonight Show di Leno. Dati d’ascolto e analisi demografiche lo confermavano. Per quanto possibile, Letterman era caustico, cinico, surreale; Leno non lo era mai. Il Late Show di Letterman è stato un’evoluzione della tradizione migliore di quel genere di intrattenimento: il Tonight Show di Steve Allen, Ernie Kovacs, Jack Paar e Johnny Carson. Il vero erede di Letterman, oggi, è Conan O’Brien (TBS). La tradizione satirica di Carlin e Hicks, invece, è stata ereditata da Bill Maher (HBO), Jon Stewart (Comedy Central) e John Oliver (HBO). Stephen Cobert, intanto, ha annunciato che condurrà il Late Show sulla CBS abbandonando il personaggio del giornalista neo-con interpretato nel Colbert Report (Comedy Central). Sarà interessante vederlo in questo nuovo ruolo. Agli autori sta chiedendo battute sull’attualità e idee per gags con gli ospiti.

Italia- Il tuo Satyricon è l’unico possibile esempio italiano di late show: cosa ha funzionato molto bene e cosa pensi funzionò meno bene nel tuo programma

Barracuda (Italia1, 1999) fu il primo tentativo di portare un Late Show in Italia. Con Davide Parenti (le Iene) e con gli altri autori attingevamo allo show di Letterman grazie a un accordo fra la nostra producer, Fatma Ruffini, e quella del Letterman. Satyricon (RaiDue, 2001) era invece una parodia del Letterman: depositato in SIAE come sitcom, raccontava le vicende di un conduttore di talk-show figlio-di-buona-donna che aveva una relazione segreta con la sua segretaria. Ero in anticipo di otto anni sulle rivelazioni di Letterman! Il problema fu che all’epoca il grosso pubblico non conosceva il Letterman: cominciò a trasmetterlo RaiSat in seguito al successo di Barracuda. Il Foglio mi accusò di “copiare il Letterman” adducendo come indizi le rubriche Know your current events e Know your cuts of meats, il lancio delle matite e la tazza di caffè, la Top ten, le battute sulla coppia Berlusconi-Rutelli uguali a quelle su Bush-Gore, le smorfie, la postura. Erano tanto svegli da non capire che lo facevo apposta. In realtà gli scocciavano i contenuti politici di Satyricon, ma usavano un pretesto. Curiosità: si è poi scoperto che uno di quei giornalisti, Christian Rocca, all’epoca della guerra criminale, coloniale e illegale di Bush, Blair e Berlusconi in Iraq, guerra di cui fu uno dei maggiori propagandisti in Italia, frequentava gli uffici del SISMI di Pollari & Pompa in via Nazionale con Ferrara. Io invece no, tanto per dire. Nel 2001, mi imputarono addirittura la battuta di Letterman “Sono 18 anni che faccio questo show, e migliora ogni giorno“. Detta da me, alla prima puntata, era ovviamente una citazione ironica che faceva ridere per un nuovo motivo: ma gli intelligentoni (o meglio, gli stronzi volontari) del Foglio non c’erano arrivati. Scrissero pure, altro indizio di plagio, che Madonna si era già tolta gli slip da Letterman nove anni prima di Anna Falchi: ma Letterman non le aveva annusate, né avrebbe mai potuto farlo. Era il mio tocco, una variazione sul tema: il pane quotidiano dell’arte comica. Per dirla con Borges, nessuno è “originale”. L’originalità è la chimera del dilettante, un luogo comune ereditato dalla poetica Romantica che dal Modernismo non ha più corso legale, come non lo aveva avuto dall’antichità fino al 1700. Il mio errore fu darlo per scontato. E’ anche vero che non posso farmi carico dell’istruzione artistica di un’intera Nazione. Se uno non coglie, o travisa con malizia, peggio per lui, ho altro da fare. Né sto lì a querelare l’ignoranza e la stupidità: progetto troppo vasto. A questo proposito, sono grato ai fan della prima ora che, con competenza e cognizione di causa, hanno replicato a tutte le menzogne divulgate da anonimi in Rete durante l’ignobile gogna mediatica del giugno 2010, due mesi dopo il mio monologo a Rai per una notte. Il testo lo trovi qui: http://tinyurl.com/o6hflfc . Tornando al programma di RaiDue, il mio atto satirico, e qui vanno ricordati il coraggio e la libertà intellettuale di un grande direttore come Carlo Freccero, che lo rese possibile, fu la messa in onda di un talk-show siffatto: dimostrai che in Italia, a differenza di quanto accade in altre democrazie, ti impediscono di farlo. E in prima fila per denigrarmi c’erano gli ipocriti che oggi lodano l’irriverenza di Letterman, come il giornalista del Giornale Maurizio Caverzan; o che ieri erano tutti Je suis Charlie, come Pigi Battista del Corriere della Sera, il quale, durante Satyricon, mi diede del “manganellatore mediatico”. Epurato Biagi, non a caso, Battista non si fece alcuno scrupolo di occuparne il posto in tv. Gente così. Per la cronaca: l’editto bulgaro riguardava la Rai, ed è tuttora in vigore.

Bonus track: cosa c’è/c’era dentro le tazzone di Letterman (e nelle tue di Satyricon)?

Dentro le tazzone sulla scrivania, c’è sempre acqua minerale non gassata. In tutti i talk-show del mondo. Il plagio è evidente.