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Il mio libro segreto

 

copertina gatto

Nel 1996 scrissi per Comix una parodia dei manuali americani di self-help intitolata Come sopravvivere quando un gatto se ne va. Il libro, illustrato in modo eccelso da Sauro Ciantini, era attribuito all’eteronimo “Alessandra Coen” ed è una rarità per collezionisti. Il segreto è durato 20 anni. C’è speranza per le stragi di Stato.

Dall’archivio. “Contro il PD” e “Il blocco” (2007)

love cover 2

Contro il PD

Sta nascendo il Partito Democratico. (…) L’ostetrico Fassino, liquidando una volta per tutte l’eredità comunista, lo ha definito “un partito che deve stare in sintonia con la società”. Ma il comunismo nacque come critica del modo di produzione capitalista: una critica di cui oggi c’è ancora bisogno, alla luce della nuova proletarizzazione (precariato) decisa ferocemente dal blocco industriale-politico-mediatico che governa il nostro Paese. (E il mondo.) Col partito democratico, sparisce la critica. Resta la gestione dell’esistente. Grazie a tutti. Avete fatto quel che potevate. (…)

Quella del partito democratico è una inevitabile stronzata. Inevitabile perché il blocco di potere industriale-politico-mediatico spinge in questa direzione ormai da anni dappertutto. Stronzata perché manda in soffitta la lotta contro le disuguaglianze che è da sempre la vera artefice del progresso, nonchè l’eredità più nobile di una storia politica liquidata con una fretta commendevole.

Se non altro, si è fatta chiarezza. Da anni i DS si erano trasformati in un “partito di amministratori” (definizione di Fassino). E col placet dalemiano prima ai bombardamenti in Kosovo e poi alla guerra in Afghanistan era diventata prassi una realpolitik che di sinistra non aveva più nulla.

Chi sarà il capo del Partito Democratico? A questo punto potrà essere chiunque, incluso lo strangolatore di Boston.

(1 maggio 2007)

Il blocco

Avendo saputo da un uccellino che sarei tornato in tv con Biagi, ieri Repubblica e l’Unità mi hanno intervistato. Nei due lunghi colloqui, in cui ho parlato del blocco industriale-politico-mediatico che governa l’Italia con logiche di clan, mi è stata chiesta un’opinione sul Partito Democratico, la cui nascita entrambi i quotidiani hanno sostenuto con forza. L’ho definito una inevitabile stronzata e ho spiegato perché. Oggi nessuna delle due interviste riporta questo mio giudizio politico, pur dilungandosi sul tema della censura berlusconiana. Ecco, è così che funziona, il blocco.

(1 maggio 2007)

Casa delle Libertà e Partito Democratico si fonderanno per formare il nuovo Partito di Centro. Il nuovo partito non avrà alcun programma.

(23 dicembre 2007)

La parodia che non potrete leggere su GQ #200

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Un mesetto fa ricevo una telefonata da GQ Italia: il nuovo direttore ha pensato a una reunion delle firme storiche del mensile per celebrare il #200. Mi andava di tornare sul luogo del delitto? (Scrissi la rubrica di apertura nei primi tre anni.) Buona idea, dico, e rilancio: perché non un appuntamento mensile? Il nuovo direttore propone una nuova rubrica di apertura. Scrivo un falso sommario e lo invio. Il nuovo direttore ne è entusiasta, raggiungiamo rapidamente l’accordo economico, mi comunica le scadenze fino alla fine dell’anno. Tutti felici per due settimane. Lunedì scorso, il nuovo direttore mi telefona contrito: dai piani alti, “gente che ha paura anche della propria ombra” teme ripercussioni dagli sponsor se il mio pezzo verrà pubblicato, e la situazione è difficile, gli fanno continue pressioni e lui ha cercato di difendermi, ma questa cosa si ripeterebbe a ogni pezzo, e la situazione è difficile, e le pressioni, ed è mortificato perché aveva dato la sua parola, ed è una faccenda assurda, il pezzo era una sana ventata di auto-ironia, ma le pressioni. Insomma, niente nuova collaborazione con GQ Italia. Ecco uno stralcio della parodia che, nell’Italia del 2016, GQ Italia non può pubblicare. Se il titolo vi sembra profetico, è solo perché conosco i miei polli.🙂

Non in questo numero
di Daniele Luttazzi

GQ STYLE   “L’Italia, un Paese di paraculi mediocri che si premiano fra loro.” Reportage dello sprezzante GILLO DORFLES sul perché ci siamo ridotti così. – Conversazione con NAOTO FUKASAWA sul suo nuovo progetto per Boffi: la bara a due colori. “E’ per uomini orizzontali, che non temono le responsabilità del trapasso difficile e sono pronti a godersi anche la morte con leggerezza.”

TASTE   Come nutrirsi leccando avanzi di cibo da una barba hipster.

GQ LIKES   Immagini straordinarie di VAN MOSSEVELDE +N su una giraffa albina che partorisce un cucciolo. Le giraffe partoriscono stando in piedi. Il piccolo cade al suolo da un’altezza di due metri e non sempre muore sul colpo. “Nessuna modella è mai stata così libera da lasciarmi guardare veramente dentro,” afferma Van Mossevelde. “Infatti,” aggiunge +N.

OMAGGIO A PIER PAOLO PASOLINI   Su quella volta che Pier Paolo Pasolini descrisse con una parabola la deriva culturale dell’occidente moderno: “C’era nel mondo una società molto potente, decisa a conservare il potere con tutti i mezzi: la borghesia. Ma che cosa c’è di più colpevole che detenere il potere? Il potere infatti è orrendo: sia quando lo si detiene, sia quando lo si vuole conquistare. È sempre corruttore. Perciò la borghesia si sentiva in colpa. E desiderava punirsi. E così la borghesia, oppressa dal senso di colpa, si punì. Ma indirettamente, colpendosi nella cultura, cioè nella ragione, che era il grande mito della borghesia: la cultura borghese era all’insegna della ragione. Attraverso l’uccisione della ragione, la borghesia si è così suicidata. E in questo suicidio la borghesia ha trovato anche il suo carnefice: Hitler. Hitler è stato il Dio dell’irrazionalismo.” Nota dell’art director: penserei a un montage sull’irrazionalismo come autopunizione, vedi Hitler; e come contestazione, scandalo, violenza contro l’ordine, i codici, la società, la morale corrente, da Rimbaud a Vasco Rossi, tanto per intenderci. Nota del caporedattore: aggiungerei le osservazioni di Pasolini sull’umorismo come atteggiamento tipico della classe borghese al potere. Nota del direttore: senza dimenticare le sue riflessioni sulla contraddizione quale elemento fondamentale del capolavoro letterario, sull’umorismo come nuovo elemento di un’opera contraddittoria, e sul destinatario del poeta: il suo nemico, la borghesia. Nota del direttore marketing: il tutto preceduto da una pubblicità Diesel. Ah ah ah. Tutti: Ah ah ah.

JOURNAL   Sondaggio: la pena di morte potrebbe rendere più interessante L’isola dei famosi ? – Nuove paure metropolitane. # 4: paura dei denti di un pettine. – Recensione del nuovo libro di CARLO CRACCO Animali morti grigliati. Con l’occasione, l’istrionico Cracco griglia una sorpresa per lo staff di GQ Italia: il cucciolo di giraffa fotografato da Van Mossevelde +N. Ma solo perché Cracco non ha sottomano un delfino. E’ difficile procurarsi filetti di delfino a Milano: solo un pesciarolo in via Paolo Sarpi ce li ha e li ha sempre finiti. La ricetta di Cracco è cucciolo di giraffa alla diavola. Il termine “alla diavola” deriva dal fatto che il cucciolo di giraffa viene cotto fra forti fiamme. Il cucciolo di giraffa va tagliato lungo la schiena e appiattito (anche se il direttore di GQ Italia preferisce aprirlo lungo il petto), poi va rosolato da entrambe le parti, girandolo continuamente, e massaggiato tutto con sale e olio di oliva. Fate dorare il giraffino con la parte spaccata all’ingiù, tenendolo ben appiattito durante la cottura, poi giratelo dall’altra parte e ripetete la stessa operazione; fate questo per 4-5 volte, fino a che non sarà cotto. La cottura dipende dalla grossezza del cucciolo, ma Cracco dice che per un cucciolo di circa 10 kg ci vogliono circa 60 minuti. Appena il giraffino sarà ben rosolato, toglietelo dal fuoco e servitelo immediatamente. Per insaporire il giraffino alla diavola, Cracco consiglia peperoncino di Cajenna, ma vanno bene anche quello rosso piccante comune, il pepe nero macinato o la Paprika. L’importante è non esagerare, affinché l’abuso della spezia non copra il gusto della carne, rendendola immangiabile. Dopo lo shooting, lo staff di GQ Italia s’avvicina all’area cottura per assaggiare la pietanza. Il giraffino grigliato è buono. Sa di delfino.

MOTORS   Su quella volta che VALENTINO ROSSI, durante un sorpasso a Marquez, sternutì dentro il casco.

TIME   Il sommario di GQ Italia: c’è davvero chi lo legge? O è un’inutile perdita di tempo?

LAB   Pubbliredazionale su un nuova pillola anti-age sintetizzata nei laboratori del Mossad che ha l’effetto collaterale di inibire qualsiasi tipo di paura umana. Testimonianze di chi l’ha provata in anteprima per GQ Italia:

“Potrebbe trattarsi della scoperta medica più entusiasmante dei nostri tempi!” –SILVIO GARATTINI, direttore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri.

“Mi è piaciuta così tanto che ne ho ingoiata una dozzina!” –MORGAN dei Bluvertigo

Posso buttarne giù una carriola piena!” –MORGAN dei Bluvertigo

Mi sembra di avere degli insetti sotto la pelle! Sto bruciando! Aaaaarghh!” –MORGAN dei Bluvertigo

TOYS   Nuovi complementi d’arredo: popò di cane in plastica, design Citterio.

STEFANO BOLLANI suona la Rapsodia in blu di Gershwin con la punta del naso. Una app permette al lettore di vedere il filmato. E’ sbalorditivo anche al rallentatore.

da pag.1 a pag. 44  Pubblicità di abiti che magari ti puoi permettere, ma tanto non sembrerai mai come quei modelli e quelle modelle. Insomma, pubblicità che ti dice: “Sei tu che fai schifo.”

Racconto inedito di ALDO NOVE: Mumbo Jumbo Gooey Gumbo. Il protagonista, un sedicenne Ettore Maiorana, ha una relazione sentimentale di gradazione cardiaca con una di quelle bellezze turistiche, pneumatiche e ineffabili, i cui inevitabili effetti sul maschio adolescente vanno dal blocco istantaneo della produzione di fonemi al grottesco inenarrabile, espresso con movimenti stilizzati ripetitivi.

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